Il Download Gratuito secondo Attali (da Wired)

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Ho sempre meno tempo per leggere e mi rendo conto di quanto sia importante la qualità di quello che divoro! Arrivato oramai al quarto numero, Wired, la neonata rivista italiana per noi geek, mi rallieta le ore prima del sonno e dei miei viaggi in treno.

Questo articolo è sia un modo per parlare di una cosa in cui credo, sia una sorta di pubblicità che decido in maniera del tutto gratuita di regalare all’intera redazione di Wired come ringraziamento per aver fatto conoscere cose talvolta nuove!

Nella mia enciclopedica ignoranza (di cui vado onestamente fiero), non ero a conoscenza di un uomo decisamente sopra le righe che risponde al nome di Jacques Attali. Non mi soffermerò su di lui perchè il web è pieno (ad iniziare da wikipedia) di pagine e biografie a lui dedicate, piuttosto preferisco soffermarmi sull’articolo letto in Wired, nel quale rviene riportato un decalogo su come gli artisti (musicisti, videomaker, cineasti, scrittori, etc…) dovrebbero interfacciarsi con le nuove tecnologie, non accendendo fuochi alla buona vecchia maniera della santa inquisizione, ma riusciendo a capire che l’evoluzione sociale, tecnologica e quindi artistica è una Leggi il resto dell´articolo »

Wired finalmente in Italia

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Ebbene si… l’ho fatto.. mi sono abbonato per 2 anni a Wired la versione italiana della strafamosa rivista americana, l’equivalente di Vogue per i Geek e i Nerd.

Interessante notare come la casa editrice sia pure la stessa: Condé Nast.

Cosa dire di questa creatura italiana, sfogliando il numero 01, sicuramente un prodotto interessante, gli articoli sono ben scritti e la rivista è impaginata a regola d’arte ma questo… me lo sarei aspettato.

Un consiglio a tutti, provate a comprare il numero 01 ne vale la pena! Se poi volete abbonarvi ad un prezzo scontato ecco il link per l’abbonamento SCONTATISSIMO sia ad un anno (€ 16,80) che a due anni (€ 19,00) www.abbonamenti.it/p1213 Se vi chiedete se questa è una pubblicità pagata la risposta è NO e non solo… ho il sospetto che non potessi mettere questo link… ma io ve lo metto lo stesso.. eventualmente mi contatteranno per chiedere di toglierlo! :D

Speriamo solo come alcuni lettori hanno fatto notare che non diventi la classica “cosa italiana” in cui parenti di parenti vengono presi come giornalisti quando non ci capiscono un cavolo di quello che scrivono.

Se mai il direttore Riccardo Luna leggerà questo post mi unisco all’appello del vostro lettore che vi invita ad usare guru, universitari, nerd e geek per popolare le pagine della vostra rivista e non inconfondibili paraculi che si spacciano per giornalisti! :)

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