Il Download Gratuito secondo Attali (da Wired)

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Ho sempre meno tempo per leggere e mi rendo conto di quanto sia importante la qualità di quello che divoro! Arrivato oramai al quarto numero, Wired, la neonata rivista italiana per noi geek, mi rallieta le ore prima del sonno e dei miei viaggi in treno.

Questo articolo è sia un modo per parlare di una cosa in cui credo, sia una sorta di pubblicità che decido in maniera del tutto gratuita di regalare all’intera redazione di Wired come ringraziamento per aver fatto conoscere cose talvolta nuove!

Nella mia enciclopedica ignoranza (di cui vado onestamente fiero), non ero a conoscenza di un uomo decisamente sopra le righe che risponde al nome di Jacques Attali. Non mi soffermerò su di lui perchè il web è pieno (ad iniziare da wikipedia) di pagine e biografie a lui dedicate, piuttosto preferisco soffermarmi sull’articolo letto in Wired, nel quale rviene riportato un decalogo su come gli artisti (musicisti, videomaker, cineasti, scrittori, etc…) dovrebbero interfacciarsi con le nuove tecnologie, non accendendo fuochi alla buona vecchia maniera della santa inquisizione, ma riusciendo a capire che l’evoluzione sociale, tecnologica e quindi artistica è una necessità fisiologica dell’universo tutto.

Riporterò di seguito il Decalogo omettendo una parte di quello che vi è scritto… così che vi venga la curiosità di andarvi a comprare Wired in edicola.. nel caso in cui la stessa rivista o il Dir. Riccardo Luna ritengano che questo sia una violazione dei propri “diritti editoriali” me lo faccia sapere che senza troppi problemi eliminerò il testo citato e lascierò solo ed esclusivamente i miei pensieri.

  1. La gratuità per i consumatori non porta necessariamente a un mancato guadagno per i produttori
    Nel corso degli anni un gigante come Google ha dato prova di come “gratis” non significhi non guadagnare. Cambia la tecnologia, cambia l’approccio ad esso e con questa devono cambiare le metodologie di business necessario a relizzare i profitti.
  2. Il Download gratuito non è sinonimo di pirateria
    Paragonare il download al furto d’auto esattamente come fa il famoso e criticato spot è semplicemente da stupidi. Il paragone sarebbe da fare con l’arte: “ruberesti mai un’opera d’arte? no, ma di sicuro la guarderei fino allo sfinimento!” I film e la musica dovrebbero essere paragonati a opere di tutta l’umanità, di proprietà dell’artista ma fruibili da tutti.
  3. Il Download gratuito è, in se, un fattore di sviluppo dell’economia della musica e del cinema
    Al contrario di quanto inizialmente sbandierato dalle major, il download selvaggio attraverso il peer to peer non solo non ha fatto diminuire i fatturati, ma li ha fatti aumentare, inoltre uno studio ha portato alla luce che chi scarica è più propenso all’acquisto forse perchè le persone si sono scocciate di comprare a scatola chiusa. Io stesso preferisco ascoltare gli album prima di comprarli altrimenti acquisto solo uno o due brani, quelli che ritengo interessanti.
  4. I sistemi di sorveglianza e sanzione previsti da certe proposte legislative non funzioneranno, soprattutto per il caso dello streaming, che non è coperto dalla legge
    Mi sento di aggiungere che anche nel caso in cui un giorno vi sia una legge che può in qualche modo controllare lo streaming, le capacità tecniche per attuarla saranno complicatissime, e sarebbe molto più dispendioso controllare che non rendere libero, esattamente come già succede oggi per le major che se utilizzassero i soldi per il controllo in investimenti di altro tipo, tra cui il talent scouting, ci guadagnerebbero in qualità oltre che in introiti!
  5. Per gli artisti non è importante sapere CHI scarica le loro opere, ma IN QUANTI lo fanno
    E’ fondamentale che questo dato venga rilevato in quanto, dà un misura reale del successo dell’artista e della sua bravura. Se major e artisti acquisissero dati per capire la qualità anzichè preoccuparsi di chi scarica, capirebbero immediatamente quali album, quali canzoni vanno di più e tante altre cose di cui nessuno si preoccupa ma di cui in un futuro non troppo lontano si dovranno preoccupare.
  6. Il provider è l’equivalente di una radio o di una televisione. E’ colui che beneficia di più dei download
    Il consiglio di Attali di tassare i provider esattamente come fanno già con le radio non sarebbe in realtà un’idea stupida, difatti, se non esistesse il peer to peer di sicuro non venderebbero tante adsl ad alta velocità!
  7. Le major stanno già lavorando a una licenza globale, a loro esclusivo beneficio, offrendo su internet degli abbonamenti specifici che permettono l’accesso a tutte le opere nei loro cataloghi, a un prezzo forfettario, senza far pagare per il singolo film o la singola canzone scaricata.
    Anche in questo caso una licenza di questo tipo andrebbe a discapito di molti per il guadagno di pochi, lasciando una misera parte per l’artista, soprattutto per quegli artisti che non sono in quel “eslcusivo” catalogo!
  8. Gli artisti (musicisti e cineasti) devono impossessarsi della licenza globale per riuscire a ottenere il meglio e non, invece, solo ciò che gli sarà lasciato una volta sottoscritto l’accordo tra major e provider.
    Questa idea per quanto geniale, sarà sicuramente di difficile attuazione, ma è necessario che gli artisti facciano blocco e inizino a far sentire la loro voce nei confronti delle major, esattamente come hanno fatto gli sceneggiatori di serie tv l’anno passato in america. Grazie a quello sciopero hanno cambiato radicalmente il business delle persone con cui lavoravano, facendo in modo che ognuno di essi chiudesse le serie prima del tempo, un precedente mai visto nella storia della TV. Questa è stata la dimostrazione che quando si vuole e quando vi è unione, tutto si può ottenere, anche da colossi quali HBO, Warner etc..
  9. I musicisti non hanno nulla da perdere se i fan li registrano durante i concerti
    La registrazione di un fan non farà certo perdere introiti ad un artista e allo stesso tempo dimostra la bravura dello stesso. Molti gruppi e cantanti già consegnano il cd o il dvd direttamente all’uscita dei concerti, vedi Elio e le storie tese, che non hanno niente da temere quanto a bravura e capacità di divertire il proprio pubblico.
  10. Le nuove tecnologie contribuiranno a far nascere nuove idee creative, remunerative per gli artisti. In particolare nel campo della musica, stanno nascendo dei nuovi modi di creare e valorizzare i concerti.
    La tecnologia evolvendosi crea nuovi strumenti di business anche in campo artistico, rimanere attaccati alle vecchie idee non aiuterà a fare introiti ma solo a perderli. I Coldplay come molti altri gruppi hanno capito che internet può fare la diffierenza e anzichè cercare di fermare la pirateria, offrono alcuni loro album live gratuitamente. Chi non gradisce la loro musica continuerà a non ascoltarla, ma chi invece non la conosceva, potrà appassionarsi e magari comprare su Itunes o un qualsiasi store online e offline i loro vecchi album.

In conclusione

Il modo di pensare di discografici, major e di artisti deve cambiare drammaticamente o la realtà li cambierà senza nemmeno che se ne accorgano. Pensare di “arrestare e sanzionare” tutti coloro che secondo il loro punto di vista “pirateggiano” è chiaramente un idea folle e quantomeno ridicola. Il concetto stesso di proprietà intellettuale si stà evolvendo e tutti, musicisti, artisti, scrittori, dovranno prima o poi rendersene conto. Abbiamo esempi in italia di come un libro perfettamente riproducibile e fotocopiabile (nonchè scaricabile dal web) in realtà sia all’ottava edizione in 10 anni… direi non male per un libro “gratuito” sul web! Questo è un progetto di Luther Blissett (attualmente WuMing) e il suo titolo è “Q” di cui tra l’altro consiglio la lettura !

Riporto di seguito una parte della prefazione dell’arte della guerra presa direttamente dal sito della Wuming Foundation

Tra i tanti esempi di battaglie inutili e disgraziate – ingaggiate nelle peggiori condizioni e scegliendo le strategie più controproducenti – combattute dallo stesso manageriato globale che ama citare Sunzi, spicca la “lotta alla pirateria musicale”, che spesso è stata una guerra contro Internet tout court e, soprattutto, contro il pubblico. E’ ormai parere diffuso che tale offensiva – in corso da quasi un decennio – si stia concludendo col suicidio dell’industria discografica.
Anziché fluire da monte a valle, aprirsi, innovare, intercettare in modo creativo prassi che si andavano diffondendo a macchia d’olio (la masterizzazione domestica di cd, lo scambio di file nelle reti peer-to-peer), i discografici hanno scelto la battaglia in campo aperto… contro i propri clienti.
Repressione, minacce, denunce, tecnologie anti-copia, tasse su cd vergini e masterizzatori, lobbying per ottenere inasprimenti legislativi; i ras del disco hanno fatto il possibile per attrarre l’odio del pubblico, del consumatore di musica. Oggi sono visti come villains, gabellieri, parassiti, le loro prese di posizione sono accolte come l’arrivo dello Sceriffo di Nottingham alla festa di compleanno dei coniglietti
.”

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